nick ha scritto:Patavino ha scritto:
Una curiosità (anche se non c'entra molto): qual'è il tuo filosofo antico preferito? (Epoca da Talete di Mileto ad Aristotele)... sempre che ce ne sia uno...
parmenide di cuore
aristotele perchè è impossibile rimanere indifferente di fronte alla sommissima grandezza del suo lucido e rigoroso genio
Ma allora sei bastardo dentro!
Quando me la recensisci questa benedetta edizione?
Per Patavino: secondo me la verità si trova nascosta da qualche parte tra Parmenide ed Eraclito, la cui incompatibilità di pensiero è soltanto apparente, ad un'attenta lettura:
"Non dando ascolto a me, ma al Logos, è saggio convenire che tutte le cose sono una sola" - Eraclito.
Basta questo frammento ad escludere il divenire in senso assoluto
Per il resto
Talete: acqua, acqua
Anassimene: aria fritta
Ma Anassimandro ci ha lasciato questo frammento affascinante: « Principio degli esseri è l'infinito....da dove infatti gli esseri hanno origine, lì hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia, secondo l'ordine del tempo »
Pitagorici: l'interpretazione della realtà mediante i numeri è una bella intuizione
Senofane: più poeta che filosofo
Empedocle: più poeta e mago che filosofo
Anassagora: interessante il concetto d'intelligenza cosmica
Platone: come scrive bene quest'uomo!
Aristotele: lui un po' meno, ma quanto a profondità e vastità di pensiero non si discute.
stan ha scritto:
Ah, Borges, il vero classico sudamericano. Quando sono usciti in edicola e in libreria i suoi 2 Meridiani Mondadori "Tutte le opere" a prezzo modico mi ci sono fiondato, tanto con i suoi libri si va a colpo sicuro. E pensare che oggi spopolano i vari Paulo Coehlo, Sepulveda...
