Come sempre accade nell'NBA quando arrivano le ultime 20 partite della Regular Season si respira un clima totalmente diverso, unico. E quest'anno più che mai, dato che si è verificata una coincidenza di situazioni che George Karl ha definito “The Halley's Comet Year of the NBA”: come non essere d'accordo. Non è facile pensare che una squadra che ambisce apertamente all'importante traguardo delle 50 vittorie, possa di fatto trovarsi fuori dai Playoffs. Sempre per usare le parole di coach Karl, “Roba che avviene una volta ogni 99 anni, e noi ci siamo dentro...vorrei sapere proprio il perchè”. Esattamente come il coach dei Nuggets, Don Nelson (Warriors) e Avery Johnson (Mavericks) hanno a che fare con questa situazione che ha dell'assurdo, soprattutto visto l'andamento della costa Atlantica. Lì infatti con un record intorno a .600 si ottiene tranquillamente il fattore campo al primo turno, e con poco meno di 40 vittorie si entra agevolmente nella griglia di post-season. Per quanto l'evento abbia dello straordinario, si aveva già da tempo il sentore che quest'anno la competizione nella Western Conference sarebbe stata durissima, e che tutto si sarebbe risolto al fotofinish. Per lungo tempo, almeno fino al mese di Febbraio, la lotta è stata addirittura a 10 squadre, ridotte a 9 dal crollo verticale della, fino al quel momento, miracolosa Portland di Roy e Alridge. Sono arrivate poi le grandi mosse di mercato che hanno sconvolto ancora di più gli equilibri della Western: Shaq, Gasol e Kidd le persone chiamate in causa. Più facile da analizzare la situazione dello spagnolo, scambiato letteralmente per nulla, tanto da far storcere il naso a molti addetti ai lavori (su tutti Popovich). Pau arriva in una squadra ben avviata, orfana della sopresa Bynum, in lizza per le posizioni di vertice; il Big Man spagnolo scopre di amare paurosamente la Triangle Offense, impazzisce per i giochi a due con Bryant e per gli assist di Odom. Risultato: i Lakers diventano una macchina da guerra. Con Shaq il discorso invece si complica e non di poco; O'Neal arriva in una squadra particolare, che rinuncia ad uno dei suoi tasselli fondamentali (Shawn Marion) per cercare di colmare alcune lacune che sono spesso affiorate in sede di post-season negli ultimi anni. Questo è l'obiettivo dichiarato del GM Steve Kerr, che si è anche sbilanciato nel dire: “Se questa cosa funziona sono un genio, ma se non funziona sono un idiota (lett. 'moron')”. Come dargli torto? Pensare di inserire in una delle squadre più veloci della Lega un 36enne di 150 chili è una pura follia, ma non bisogna dimenticarsi che quel qualcuno è pur sempre Shaquille O'Neal, uno dei giocatori più dominanti della storia della pallacanestro mondiale. Quindi ha ragione Steve, ma solo se la cosa funziona... I Suns hanno avuto un andamento altalenante dopo l'inserimento di Shaq, dando però spesso l'impressione di potersela giocare molto meglio in quelle situazioni tattiche a loro mai congeniali (vedi vittoria contro i Celtics del 22 Febbraio e contro gli Spurs del 9 Marzo), certamente un nuovo aspetto del gioco degli uomini di D'Antoni che gli avversari non dovranno sottovalutare. Molto diversa la musica in casa Mavericks, dove il tanto romanzato arrivo di Kidd ha messo in seria crisi l'oliatissimo meccanismo dei Texani, per i quali hanno iniziato a pesare l'assenza di punti e centimetri dalla panchina, oltre all'imprevedibilità e all'ossigeno garantiti con costanza da Devin Harris. Kidd è un point-guard a dir poco sontuoso, ma che suo malgrado si è trovato a giocare in un sistema che ha praticamente sempre fatto a meno di un costruttore di gioco, almeno nel recente passato: Jason Terry non è un giocatore di questo tipo, e neanche lo stesso Harris. Sono tutte considerazioni facili da fare col senno di poi, perché con dati, cifre e storia alla mano si è istintivamente portati a pensare che un giocatore come Kidd possa veramente dare un volto nuovo ad una squadra, ma forse tutti abbiamo trascurato quanto profondi possano essere i cambiamenti in una squadra con un gioco già così rodato; Mark Cuban ha così assistito al risucchio della sua squadra nella bagarre per gli ultimi posti della griglia dei Playoffs, nonostante un record comunque positivo da quando Kidd è ritornato in Texas. Qui si torna alla sentenza di coach Karl, la Cometa di Halley non ha risparmiato nessuno, e la Dallas di Johnson si ritrova a dar battaglia nelle 'zone basse' della Conference nonostante le sole 6.5 partite di distanza dalla vetta assoluta. Per avere un'idea del significato di questo dato guardiamo come sempre i cugini della Eastern, dove i distacchi, partendo dalla prima posizione, sono nell'ordine: 6.5, 13, 19.5, 21.5, 22.5, 23.5 e 25.5, che significa un altro punto a favore della teoria sulla coincidenza astrale. A far compagnia a Dirk e soci ci sono infine proprio quelli che spazzarono via i Texani al primo turno di Playoffs nel 2007, quei Warriors miracolosi di Baron Davis e Coach Nelson, che come i Nuggets rischiano di rimanere fuori dalla post-season nonostante un record decisamente superiore a quello della passata stagione. Un terzetto di squadre niente male insomma, dalle quali verrà fuori probabilmente la prima esclusa dai Playoffs nella storia dell'NBA con 50 vittorie all'attivo in Regular Season. Chi ha più chance di arrivare fino in fondo? Difficile fare previsioni, dato che la lotta è ancora così serrata. Allo stato attuale delle cose ci troviamo con Dallas 'solitaria' al settimo posto con una partita di vantaggio sulla coppia Golden State – Denver, con solo sei partite da disputare. Risulta quasi obbligatorio dare un'occhiata al calendario: | Dallas | Golden State
| Denver
| @Phoenix
| @New Orleans
| @ Seattle
| vs Seattle
| vs Sacramento
| @ LA Clippers | vs Utah
| vs Denver
| @ Golden State
| @ Portland
| vs LA Clippers
| @ Utah
| @ Seattle
| @ Phoenix
| vs Houston
| vs New Orleans
| vs Seattle
| vs Memphis
| Spicca innanzitutto lo scontro diretto di Giovedì 10 Aprile tra i Nuggets e i Warriors, decisivo in quanto difficilmente si potrà creare un grosso divario tra le due squadre nelle due partite precedenti. I rispettivi calendari sono impegnativi per tutte e tre le squadre, infatti se da un lato i Nuggets hanno forse gli scontri più agevoli, dall'altra parte hanno ben quattro partite in trasferta su sei, di cui una oltretutto in casa Warriors. Dallas è attesa già oggi ad un durissimo confronto a casa dei Phoenix Suns, e dovranno ancora ospitare in Texas Utah e New Orleans, mentre per GSW, oltre al già citato scontro diretto con la squadra del Colorado, sono in arrivo due terribili trasferte in casa Suns ed oggi con gli Hornets. Sembra quindi che il destino delle contendenti debba passare per queste tre piazze: Utah, New Orleans e Phoenix. Molto dipenderà quindi dalle motivazioni con le quali queste tre franchigie arriveranno allo scontro, perché mentre Utah ha già il 4° posto garantito e potrebbe ancora sperare nel 3° piazzamento, New Orleans vorrà cercare di difendere con le unghie la prima piazza ed i Suns cercare di staccare Houston (che affronterà Denver alla penultima partita) nella lotta per la 5a/6a piazza. Certamente se le squadre dovessero arrivare a pari punti all'ultima giornata, il tutto si deciderà con tre trasferte, tra le quali la più ostica è sicuramente quella dei Mavs in Lousiana. Se poi alla fine dovessere verificarsi la remotissima ipotesi di un arrivo a tre allora il discorso diventa ancora più intricato. Ecco qui i criteri per l'ammissione alla post-season in caso di record uguale (in gergo 'tiebreakers'): - Scontri diretti
- Division record (se le squadre appartengono alla stessa Division)
- Conference record
- Record vs. Squadre ammesse ai Playoff della stessa Conference
- Record vs. Squadre ammesse ai Playoff dell'altra Conference
- Differenza canestri
Partendo dal primo criterio di ammissione possiamo vedere come Dallas abbia gli scontri diretti a favore con Golden State (3W - 1L) ed a sfavore con Denver (1W - 2L). I Nuggets hanno scontri diretti a favore con Dallas ed anche con i Warriors (2W - 1L), con i quali manca ancora una partita da disputare. Per i Warriors sarà perciò sempre di vitale importanza centrare la doppiavù nella gara contro i Nuggets, ma non per evitare di avere gli scontri diretti a sfavore contro tutte le dirette contendenti, poichè anche pareggiare il computo degli 'Head-to-heads' con Denver non servirebbe a nulla nel caso di un arrivo a tre. Infatti sia Denver che Dallas avrebbero già un tiebreaker a favore (Denver con Golden State e Dallas con Denver) il che escluderebbe a priori Golden State dalla lotta in caso di parità totale, senza bisogno di ulteriori complicazioni. Se i Warriors fossero riusciti durante la stagione ad avere un record positivo nelle gare disputate contro la squadra di Iverson ed Anthony saremmo stati costretti ad andare più giù nei criteri di ammissione, ma almeno in questo la Cometa di Halley è stata benevola permettendo alle squadre di non dover fare conti troppo complicati e di doversela solamente giocare a viso aperto. Nonostante questo ad Oakland qualche conticino in più dovranno farselo e sarà ancora più prioritario, rispetto agli altri team contendenti, non arrivare in perfetta parità: una pressione in più che non è detto possa avere effetti positivi sul finale di stagione dei Warriors, la cui situazione sembra effettivamente essere la più critica. Più verosimile un arrivo in coppia di due di queste tre squadre, con la necessità di andare a verificare le possibili combinazioni: 1) Dallas - Denver: qui il calcolo è abbastanza semplice, infatti in caso di parità, e con Golden State con un record superiore, saranno i Nuggets ad accedere ai Playoffs, per il tiebreaker garantito dagli scontri diretti. 2) Dallas - Golden State: anche in questo caso entra in gioco il tiebreaker degli scontri diretti, che pende a favore dei Mavericks, sempre assumendo ovviamente che Denver abbia alla fine un record migliore. 3) Denver - Golden State: con ancora una partita da disputare questo è sicuramente il nodo più intricato. In caso di vittoria di Denver, gli uomini di Karl si aggiudicherebbero il tiebreaker degli scontri diretti, chiudendo così il discorso nel caso di parità finale. Nel caso invece di una vittoria dei Warriors e della chiusura della Regular Season con lo stesso record si dovranno andare a valutare gli altri criteri per l'accesso ai Playoffs. Se non bastassero gli scontri diretti, appartenendo Denver e Golden State a due diverse Division (Northwest e Pacific rispettivamente), va considerato il record di Conference, che al 6 Aprile vede una situazione, anche qui, piuttosto equilibrata, con i Nuggets in vantaggio di una lunghezza (27-19) sui Warriors (26-20); non dimentichiamoci che entrambe le franchigie dovranno ancora affrontare sei partite contro team della Western, quindi il record attuale è più che provvisorio. Prendendo in considerazione gli scontri con le squadre già qualificate si può vedere come anche in questo caso la situazione sia piuttosto incerta, con i Warriors al momento in vantaggio su Denver per 10 vittorie contro 9, ma con ancora due partite a testa da disputare contro squadre ammesse alla post-season per la Western (vedi il calendario riportato sopra). Nel cervellotico caso per cui si registri un'ulteriore parità si dovranno andare a guardare gli scontri diretti con le squadre qualificate nell'altra costa ed ecco che l'intera questione assume contorni ancora più machiavellici: entrambe le squadre possono vantare 10 vittorie a testa contro i team qualificati per la Eastern. Ed eccoci all'ultima spiaggia: la differenza canestri. Considerando che abbiamo davanti due tra le squadre più offensive della Lega è difficile prevedere quanto possa variare questo dato nei prossimi giorni, ma allo stato attuale sono in netto vantaggio i ragazzi del Colorado, con un differenziale di +282 (8367 punti segnati e 8086 subiti), contro il +199 dei californiani (8405 punti segnati e 8206 subiti). Almeno in quest'ultimo caso sembra difficile che Denver possa lasciarsi sfuggire questo tiebreaker, per quanto improbabile che si possa arrivare addirittura al conteggio dei punti segnati e subiti in stagione (ed obiettivamente anche qui le distanze non sono abissali). Saranno molto più importanti le partite giocate rispetto a questi conti, ma se poi i risultati del campo non dovessero bastare... Abbiamo visto come in queste ultime giornate si incrociano i destini di buona parte delle squadre della Western, in un intreccio difficile da sciogliere, rendendo quasi impossibili previsioni anticipate, soprattutto per la sorte che spetterà alle squadre che si contendono gli ulitmi due 'spots' nella magica griglia dei Playoffs. Meglio rifarsi ancora una volta alla filosofia di Coach Karl e all'analogia con la Cometa di Halley: l'NBA è anche questo. | |
|---|
Kidd con la maglia di Dallas alla sua presentazione
| | |
| | | |
|---|
Riuscirà il Barone a portare Golden state ai playoff?
| | |
| | | |
| | | |