Partiti! Dopo mesi di attesa è iniziata la stagione NBA 2007/08. I cambiamenti sono stati davvero tanti questa estate, tanto che il mercato dei free agent e delle trade tra le squadre ci ha restituito una Lega nuova e profondamente cambiata anche nelle proprie gerarchie. Questa sensazione è confermata dalle prime risposte sul campo, che già dopo una sola settimana ci fa vedere più o meno chiaramente a che punto siano i team delle due Conference. Andiamo a vedere tutto più nel dettaglio.
Iniziamo con la Eastern Conference, ovvero la Conference che nella passata stagione ha mostrato un divario stratosferico nei confronti dei cugini dell’Ovest, divario poi concretizzato nella sweep rifilata dagli Spurs ai Cavs nelle Finals della scorsa estate. Molte cose sono cambiate quest’anno ed il titolo NBA potrebbe anche tornare nelle coste atlantiche:
Questa è senza ombra di dubbio la Division su cui tutti puntano gli occhi, vedi Boston dal momento in cui i Big Three sono atterrati nel Massachussets, New England – a dire il vero ‘doubleP’ c’era già ma non sarà più costretto a fare il “one man show”. Cosa comporta questo arrivo? Per prima cosa l’importanza storica: Boston era dai tempi di Larry che non aveva una squadra di così alto livello. Stiamo parlando di due generazione cestistiche fa, non è poco. Sì, c’era stata la parentesi della finale di Conference del 2002, ma tra il 1992 e questa data c’era praticamente il nulla, e dopo questa esperienza fortunata nella stagione 2001/02 Boston era tornata al solito rendimento altalenante. Ora i tifosi della squadra biancoverde hanno davanti una squadra vera, che però deve passare ancora diversi test importanti riguardanti soprattutto panchina e regia. Rajon Rondo è il grande dilemma, e da queste prime partite si hanno già alcune risposte: produttivo ma disordinato nella facile vittoria contro i Wizards, in grande difficoltà contro TJ Ford e i Raptors con il suo team che riesce comunque a portare a casa la ‘doppiavù’. Sembrerebbe che Boston riesca a fare a meno quindi di una lucida regia, sopperendo con l’impiego di Eddie House, utilissimo grazie agli spazi creati da Pierce, Allen e da KG. La vera arma vincente potrebbe essere però l’esperto James Posey, ovvero il giocatore di cui ogni squadra da titolo ha bisogno: gioca, difende, picchia, morde. Boston è da finale, il resto si vedrà. Le altre contendenti non stanno certo a guardare, nonostante non abbiano avuto un mercato così frizzante. Nel proprio piccolo però quasi tutte le squadre dell’Atlantic arrivano modificate e pronte a lottare con gli irlandesi del Massachussets. Primi fra tutti i campioni in carica: i Toronto Raptors. Ci si aspettava una partenza migliore, soprattutto dopo l’ottima impressione delle primissime partite, sono arrivati invece in rapida successione gli stop con Boston (sconfitta di misura in OT e buona prova di carattere dei canadesi) e Milwaukee (sconfitta piuttosto pesante). I nuovi innesti, Kapono e Delfino in primis, sembra che si stiano ben integrando, soprattutto l’argentino. I dubbi vengono piuttosto dai giocatori reduci dal titolo dell’Atlantic. E qui i rebus sono svariati, coinvolgono tutti i giocatori a più livelli ed il solito amato-odiato Sam Mitchell. Il roster è di ottimo livello, può vantare la presenza di un all-star, Cris Bosh, di un all-rookie-teamer, Andrea Bargnani, del miglior tandem di point-guard della lega, Ford-Calderon, ed alcuni giocatori dello spessore di Anthony Parker, Jorge Garbajosa e Rasho Nesterovic, oltre ai già citati Kapono e Delfino. Il potenziale c’è tutto ma sembra che manchi ancora qualcosa per arrivare ad un’alchimia ottimale, altrimenti questi Celtics saranno veramente imprendibili. Ma occhio ai soliti New Jersey Nets, che i Big Three ad East Rutherford ce li hanno già da qualche tempo e sono tutti campioni: Jefferson, Kidd e Carter. Ed in più hanno Krstic, un giocatore che se al top può dare il salto di qualità. New Jersey è una squadra esperta, fastidiosa, concreta, e lo sa bene il nostro Bargnani che l’hanno scorso si è dovuto arrendere proprio alla maggiore sostanza dei ragazzi di Franks. Una squadra sempre temibile, con un rendimento costantemente minato dagli infortuni e che quest’anno sembra essere partita col piede giusto, esclusa la terribile batosta per 106-69 nel remake del primo turno di playoff dell’anno passato contro i Raptors. Avviso ai naviganti: attenzione all’esplosione di Nachbar, che si potrebbe proporre come giocatore sempre più fondamentale per questa franchigia. I Nets difficilmente dovranno preoccuparsi dei cugini New York Knicks, squadra dal potenziale discreto ma con troppi problemi di ogni tipo per poter pensare di fare una stagione al livello delle già citate rivali di Division. Guidati dalla solita strana coppia Thomas (Isiah) – Starbury, i Knicks ripartono con un Zach Randolph in più e poche altre certezze. L’unica certezza è che per qualificarsi ai playoff bisognerà centrare un record intorno al .500, e molto di questo dipenderà dalla coppia Curry-Randolph, dato che ormai anche i muri hanno capito che Marbury è tutto fuorché un vincente. Anche qui vari rebus da risolvere, come l’impatto di Crawford (ottimo fino a questo momento) e Richardson. Dalla panchina viene fuori tantissima energia grazie a David Lee e Robinson, ed è indubbio che se questa squadra dovesse risultare essere “veramente una squadra” allora si potrebbe rimettere in discussione quanto scritto in queste righe. Repetita iuvant: grande potenziale poca testa. I Knickerbockers sono sempre da temere, in quanto squadra estroversa e difficilmente prevedibile, soprattutto quest’anno, ma attualmente sembra quasi inevitabile che pagheranno dazio alla fine delle 82 partite di Regular Season: diffidare delle partenze lanciate! Fanalino di coda dell’Atlantic saranno inevitabilmente i Philadelphia 76ers. Gli orfani di ‘The Answer’ si aggrappano all’astro nascente Iguodala per salvare la faccia in una stagione che li vedrà inevitabilmente viaggiare intorno al .250 di vittorie. Il valore aggiunto potrebbe essere il girovago Andre Miller, che se dovesse trovare finalmente una propria dimensione è di sicuro point-guard di notevole talento. Poco altro da registrare, anche perché se i valori aggiunti sono al massimo buoni giocatori come Korver e Dalambert si fa davvero poca strada: materasso. Pronostico:
1. Boston Celtics 2. Toronto Raptors 3. New Jersey Nets 4. New York Knicks 5. Philadelphia 76ers Fino all’anno scorso era indiscutibilmente la Division più tosta della Eastern Conference, ma quest’anno questo giudizio potrebbe essere sovvertito. A guidare i team della Central ci sono i soliti ‘new-bad-boys’ del Michigan. I Pistons di Joe Dumars e Flip Saunders sono la solita squadra compatta, dal rendimento garantito, con meccanismi oliati e precisi, una macchina da .600 fisso. L’altra faccia della medaglia è preoccupante, e di questo è probabilmente Saunders il maggiore responsabile. I Pistons infatti hanno toppato negli ultimi due anni gli appuntamenti più importanti nella post-season e quest’anno ci si aspetta che Flip riesca ad ottimizzare l’immenso talento a disposizione. Questa squadra infatti ha 3-4 trai giocatori più forti nei rispettivi ruoli ed alcune ottime nuove leve. Quest’ultimo punto è molto importante, poiché molte chance di disputare una buona stagione e di avere un grande impatto nei playoff dipendono anche da gregari quali Maxiell e Stuckey-Murray, chiamati a coprire giocatori come McDyess e Wallace il primo, Billups e Hunter il secondo. Maxiell è la scommessa più importante di Dumars, perché da quando Big Ben ha lasciato il Palace nel pitturato i Pistons hanno sofferto parecchio, e questo inizio di stagione sembra promettente; i Pistons infatti stanno andando a pieno regime (3-0 il record al momento) e Maxiell ha raddoppiato tutto le cifre. Per il resto niente di nuovo sotto il sole: Billups è sempre Billups, Hamilton idem, così come Prince e Sheed. Potenziale da titolo, come sempre, ma la verità su di loro la si scoprirà solo in post-season. La concorrenza per il titolo della Division è agguerrita, ed i Pistons dovranno guardarsi bene da Chicago e Cleveland in primis. I Bulls arrivano alla nuova stagione forti della solida stagione passata, con ancora l’amaro in bocca per la brutta eliminazione inflitta proprio dai Pistons. Il futuro della Division è di sicuro dei ragazzi di Skiles, che però non hanno iniziato la stagione nel migliore dei modi, ciccando il debutto con Phila e perdendo di misura con Milwaukee (altra rivale di Division) e Los Angeles, sponda Clippers. Chicago è il prototipo della squadra moderna, gioca un basket veloce e intenso, completa in ogni ruolo e con una schiera di giovani terribili. In più ha un arma illegale come Ben Gordon ed un giocatore tatticamente problematico per gli avversari come Luol Deng; la partenza falsa dovrebbe essere solo un incidente di percorso, perché questa squadra è destinata a fare una grande stagione. L’unico problema potrebbe essere dato proprio dall’intensità, perché questa è una squadra che se non tiene un certo standard di gioco non vince proprio con nessuno – come visto negli ultimi Playoffs. L’altra papabile per il titolo della Central è Cleveland, ovvero Lebron James. Niente di più su questi Cavs, che si presentano praticamente con lo stesso roster dell’anno passato e sembrano avere poche possibilità di ripetere anche lontanamente gli eccellenti risultati della scorsa stagione. Oltretutto sembra proprio difficile che riescano nuovamente ad avere un tabellone di post-season favorevole e che un misero 50-32 possa garantire il secondo posto assoluto nella Conference. La squadra ha mostrato una notevole compattezza, ma aveva assolutamente bisogno di qualche innesto per aiutare King James, specialmente nella posizione di point-guard, dove Hughes ha mostrato più di qualche lacuna. L’incognita è l’astro nascente Gibson, che è chiamato a ripetere i miracoli dei Playoffs 2006/07, ed è comunque discutibile la scelta della franchigia di basare tutte le proprie fortune proprio su questo, considerate le tante altre scommesse come Pavlovic, fresco di rinnovo, Gooden, giocatore personalmente poco convincente, e l’ormai fragile Illgauskas. Saranno Playoffs, salvo cataclismi, dato che Lebron è sempre Lebron, ma difficilmente li rivedremo affrontare la Western Conference in post-season.
Chi invece lotterà fino all’ultimo per staccare un biglietto per il treno Playoffs sono Milwaukee e Indiana, due tra le squadre più divertenti della Conference. I Bucks hanno roster ricco di talento e tantissime speranze per questa stagione; speranze confermate dalla discreta partenza (2-2), dal grande impatto di un grande come Desmond Mason, dal solito super Michael Redd e dalla grande scommessa estiva: Yi Janlian. Il cinese sembrava dover essere la pietra tombale della franchigia che scelse di giocarsi con lui la sesta scelta assoluta, ed invece al momento si sta dimostrando un buon valore aggiunto. Se dovessero rimanere costanti di rendimento potrebbero viaggiare tranquillamente oltre il .400, ed a quel punto molte gerarchie della Conference sarebbero messe in discussione, e sarebbe ancora più problematica anche la stagione dell’ultima squadra della Division: gli Indiana Pacers. I Pacers sono una squadra di cui ci si innamora facilmente, ma come in ogni amore fugace si rimane presto delusi. Indiana infatti è squadra da grandi imprese e clamorose debacle. Non deve sorprende la grande partenza, 3-0, perché data l’instabilità dello spogliatoio (Tinsley e O’Neal sono due bei tipi…) e dato anche un backup piuttosto debole, questa è una squadra che può scoppiare da un momento all’altro. Il quintetto però è roba per palati fini: Tinsley, Dunleavy, Granger, O’Neal e Murphy. Bella roba davvero.
Forse a conti fatti la Central può essere ancora dominante per gli equilibri della Eastern. Pronostico:
1. Detroit Pistons 2. Chicago Bulls 3. Cleveland Cavaliers 4. Milwaukee Bucks 5. Indiana Pacers Ecco il vero tassello debole della Conference dell’Est, e pensare che solo due stagioni fa proprio da qui provenivano in campioni NBA. Di quegli Heat però rimangono solo le briciole. O meglio: rimangono solo i cocci di giocatori rotti ed invecchiati. Primo fra tutti Dwayne Wade, MVP della Finals 2005/06. Wade viene da una stagione complicata dal brutto infortunio alla spalla, ed al suo ritorno a fine Dicembre troverà una squadra con un Ricky Davis in più ed il solito O’Neal a mezzo servizio. Come nomi il quintetto è eccellente, perché a completare il tutto ci sono Jason Williams e Haslem, ma sembra proprio che l’alchimia magica sia andata perduta definitivamente. Anche perché il nuovo innesto, Davis, non è esattamente un giocatore facilmente gestibile, e bisognerà vedere se Riley avrò ancora voglia di bacchettare i proprio giocatori come un tempo. Dalla panchina poi viene fuori qualcosa di preoccupante: Smush Parker (oh my God!), Zo Mourning e Hardaway, con questi ultimi due che in coppia fanno 73 anni. La partenza disastrosa, 0-3, è ovviamente imputabile all’assenza di D-Wade, ma ci vorrà ben altro per poter puntare ai Playoffs, dato che il titolo di Division dovrebbe essere una questione fra Orlando e Washington. I Magic sono probabilmente la squadra più interessante della Southeast, notevolmente rinforzati dall’ottimo innesto di Rashard Lewis e con due garanzie come Turkoglu e, soprattutto, Howard. Qualche dubbio nella regia di Nelson, che trova comunque un ottimo backup nel portoricano Arroyo, capace di dare un notevole cambio di ritmo dalla panchina. Il difetto dei Magic potrebbe risiedere proprio nella poca profondità del roster, e qui si vedrà anche l’abilità di Van Gundy, Stan non Jeff, nella gestione degli uomini a disposizione. L’altra potenziale contendente al titolo della Southeast è, come già detto, Washington, che però sta affrontando al momento una piccola crisi di risultati. Le sconfitta sono arrivate contro ottime squadre come Boston, Indiana e poi (attenzione attenzione!) proprio contro i Magic. I Wizards possono però contare su uno dei migliori terzetti della Eastern Conference: Arenas, Jamison e Butler. Il resto purtroppo lascia un po’ a desiderare se considerati i notevoli miglioramenti dell’intera Conference, ma se il trio delle meraviglie dovesse girare, potrebbe bastare per giocarsi fino in fondo il titolo di Division.
Chiudono il nostro viaggio nella Eastern Conference due squadre che saranno una vera mina vagante per tutta la stagione: Atlanta Hawks e Charlotte Bobcats. I Falchi della Georgia hanno un ottimo potenziale nelle mani di Josh Smith, grandissimo difensore e buon attaccante, e dell’all-star Joe Johnson, con in più tanti giovani di belle speranze come Al Horford, Acie Law (entrambi rookie) e Marvin Williams. Difficilmente li vedremo nella post-season ma sicuramente faranno divertire e daranno molto fastidio. Ma ancora più fastidio lo daranno i Bobcats di Michael Jordan e Bob Johnson, che per quest’anno hanno allestito una squadra che potrebbe essere la rivelazione proprio qui ad Est. Charlotte non potrà contare per l’intera stagione sul sophomore Adam Morrison, ma ha dalla sua un Jason Richardson in più, ed un Gerald Wallace chiamato quest’anno ad una grandissima stagione. Oltre alle due star c’è poi Felton, una point-guard dal talento sensazionale che dovrà riuscire a tappare i passaggi a vuoto della squadra e che sembra essere finalmente migliorato nel tiro da fuori. La panchina potrebbe essere un punto debole, ma può contare sulla grande esperienza di McInnis e sul solido Walter Herrmann. Per adesso sono partiti con un bel 2-1, sconfitti da Phoenix ma vittoriosi con i Bucks e gli Heat. Attenti a questi!
Pronostico:
1. Orlando Magic 2. Charlotte Bobcats 3. Washington Wizards 4. Miami Heat 5. Atlanta Hawks Pronostico
Per finire questa analisi della Eastern Conference ecco un bel pronostico, per quanto prematuro, sulla griglia dei Playoffs: 1. Detroit Pistons 2. Boston Celtics 3. Toronto Raptors 4. Orlando Magic 5. Chicago Bulls 6. New Jersey Nets 7. Cleveland Cavaliers 8. Milwaukee Bucks
La finale di Conference? Dovendo azzardare, più o meno come ho fatto finora, direi Chicago Bulls – Boston Celtics, ma questo è veramente fantabasket al momento. Sicuramente queste due saranno fra le squadre più attrezzate per arrivare fino in fondo, ma attenzione ai soliti Pistons, ai vecchi Nets ed un occhio di riguardo ai nostri Raptors, mentre ci sono veramente poche chance di repeat per i Cavs: da questa parte di tabellone i Playoffs saranno veramente di alto livello
| |
|---|
Eastern Conference logo ufficiale.
| | | | {mosloadposition user95} | | | |
|---|
| Cavs: campioni Eastern Conf. 2006/2007 | | | | {mosloadposition user95} | | | |