Intervista a "Coach" Dan Peterson (by Fab) Stampa
Scritto da Fab   
Giovedì 11 Ottobre 2007 15:54
Fab ha contattato il mitico Dan Peterson per chiedergli il punto della situazione per questa stagione NBA ormai alle porte. Chi saranno i futuri campioni NBA? Il Coach non ha dubbi: i Phoenix Suns di Mike D'Antoni supereranno in finale i "nostri" Raptors...
 
D: Coach, arriva una nuova stagione NBA, ricca di novità e cambiamenti. Ma che stagione è stata quella passata? Perché alla fine l’hanno spuntata i “soliti” San Antonio Spurs?

R: Quella passata è stata un po' falsata da Tim Donaghy e le squalifiche per Phoenix vs. San Antonio. San Antonio ha vinto perchè sono bravi e perché a Phoenix mancavano due elementi chiave.

D: Il campionato passato ha visto grandi squadre non arrivare al massimo del proprio potenziale nei momenti cruciali della stagione. Dallas è un esempio, ma anche Detroit ha perso il controllo di una serie che stava assolutamente dominando. Come dovranno lavorare Johnson e Saunders per evitare che le loro squadre ripetano gli errori dell’anno precedente?

R: Johnson deve avere un pivot più agile e veloce contro le squadre veloci, come Golden State e Phoenix. Saunders deve non contare su Rasheed Wallace nelle gare che contano perchè ne sbaglia il 50%.

D: Per i Suns del suo “discepolo” D’Antoni potrebbe essere l’anno giusto?

R: Phoenix è la mia scelta per vincere tutto!

D: Sarà una stagione ricca di novità. Alcuni dei principali cambiamenti si sono verificati, prima che nel mercato, durante il draft della scorsa estate. Cosa pensa di quest’ultimo draft?

R: E’ stato un draft ricchissimo perchè quelli 'parcheggiati' alle università per un anno sono entrati.

D: Sempre parlando del draft, Portland rischia seriamente, vista l’assenza per l’intera stagione di Greg Oden e la partenza di Zach Randolph, di ripetere la mediocre stagione dell’anno passato. Sono comunque loro, Oden permettendo, la squadra del futuro?

R: Portland deve stringere i denti, fare quello che può, e recuperare Oden per l'anno prossimo.

D: Una delle novità principali della stagione 2007/08 è rappresentata dal nuovo grande trio dei Boston Celtics. Basterà l’assistenza di Rondo al “trio delle meraviglie” per la rinascita dei Boston Celtics?


R: Per Boston, il tutto dipende da Rajon Rondo. Anche il pivot. Anche i cambi dalla panchina

D: Già da questi primi allenamenti e dalle partite dell’NBA Tour ha potuto vedere da vicino i nuovi Toronto Raptors. Che idea si è fatto della squadra di Gherardini e Colangelo?

R: Toronto è la mia scelta per fare la finale con Phoenix. Sono tre mesi davanti l'anno scorso a questo punto.

D: L’NBA sembra aver definitivamente aperto i propri orizzonti, modernizzando le proprie squadre, aprendo ai “foreigners” ed il basket straniero è visto ormai con più di un occhio di riguardo. Il bagno di umiltà ha dato buoni frutti, ed i risultati di questa nuova attitudine si sono visti anche nel Team USA di Coach K questa estate. Tira un nuovo vento per la pallacanestro negli States?


R: L'NBA ha capito il valore dello 'straniero'. Alla luce di 100 non-Americani nell'NBA e le tante sconfitte con la nazionale, hanno deciso di fare una squadra vera e vinceranno tutto in Cina.

D: Che idea si è fatto della possibile inversione di tendenza per la quale gli squadroni europei (Maccabi, CSKA, Olympiacos, Pana etc etc) potrebbero presto iniziare a rubare i giocatori alle franchigie NBA? Si tratta di fantabasket o c’è un fondo di verità?

R: Sì, come nel calcio, con i miliardari russi e arabi, è possibile una guerra economica.

D: Vede qualche allenatore europeo pronto per l’approdo nell’NBA?


R: Ettore Messina, Zelimir Obradovic, Sergio Scariolo, Pino Gershon, Dusan Ivkovic e David Blatt (USA).

D: Si sente già di poter individuare una potenziale “rivelazione” per la regular season, o addirittura di fare qualche pronostico (finaliste e campione NBA, miglior squadra della regular season, MVP)?

R: Troppo presto ma ho scritto tutto per American Super Basket, che consiglio a tutti (c’è comunque un pronostico implicito di una finale Toronto – Phoenix! n.d.r.)

D: Tutti i visitatori di bargnani.com sono ovviamente interessati alle imprese del Mago in quel di Toronto. Secondo lei quanto siamo lontani dal vedere il vero potenziale di Andrea Bargnani e cosa manca per fare di lui un giocatore importante anche per la Nazionale?

R: Senza l'assenza per l'appendicite, Bargnani sarebbe stato Rookie of the Year. Se gioca con più faccia tosta, per lui non ci sono limiti.

D: Che spiegazioni ha trovato per l’Europeo dell’Italia?


R: Manca una generazione intera, giocatori nati dal 1976 al 1982. Poi, niente play e niente pivot. Infine, aspettative troppo alte.
 
Il Coach Dan Peterson
Dan Peterson: il Coach.
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Dan Peterson

"Ogni giorno mi accorgo quanta felicità c'è in un giovane che gioca e corre per diventare, come dico io, 'numero uno'. Ma ci sono ragazzi che nascono senza speranza di vincere. Io li ho visti, questi ragazzi. Penso che tutti dobbiamo fare qualcosa per aiutare chi li aiuta."

Dan Peteron per ASM Onlus

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