Fab ha contattato il mitico Dan Peterson per chiedergli il punto della situazione per questa stagione NBA ormai alle porte. Chi saranno i futuri campioni NBA? Il Coach non ha dubbi: i Phoenix Suns di Mike D'Antoni supereranno in finale i "nostri" Raptors...
D: Coach, arriva una nuova stagione NBA, ricca di novità e cambiamenti. Ma che stagione è stata quella passata? Perché alla fine l’hanno spuntata i “soliti” San Antonio Spurs?
R: Quella passata è stata un po' falsata da Tim Donaghy e le squalifiche per Phoenix vs. San Antonio. San Antonio ha vinto perchè sono bravi e perché a Phoenix mancavano due elementi chiave.
D: Il campionato passato ha visto grandi squadre non arrivare al massimo del proprio potenziale nei momenti cruciali della stagione. Dallas è un esempio, ma anche Detroit ha perso il controllo di una serie che stava assolutamente dominando. Come dovranno lavorare Johnson e Saunders per evitare che le loro squadre ripetano gli errori dell’anno precedente?
R: Johnson deve avere un pivot più agile e veloce contro le squadre veloci, come Golden State e Phoenix. Saunders deve non contare su Rasheed Wallace nelle gare che contano perchè ne sbaglia il 50%.
D: Per i Suns del suo “discepolo” D’Antoni potrebbe essere l’anno giusto?
R: Phoenix è la mia scelta per vincere tutto!
D: Sarà una stagione ricca di novità. Alcuni dei principali cambiamenti si sono verificati, prima che nel mercato, durante il draft della scorsa estate. Cosa pensa di quest’ultimo draft?
R: E’ stato un draft ricchissimo perchè quelli 'parcheggiati' alle università per un anno sono entrati.
D: Sempre parlando del draft, Portland rischia seriamente, vista l’assenza per l’intera stagione di Greg Oden e la partenza di Zach Randolph, di ripetere la mediocre stagione dell’anno passato. Sono comunque loro, Oden permettendo, la squadra del futuro?
R: Portland deve stringere i denti, fare quello che può, e recuperare Oden per l'anno prossimo.
D: Una delle novità principali della stagione 2007/08 è rappresentata dal nuovo grande trio dei Boston Celtics. Basterà l’assistenza di Rondo al “trio delle meraviglie” per la rinascita dei Boston Celtics?
R: Per Boston, il tutto dipende da Rajon Rondo. Anche il pivot. Anche i cambi dalla panchina
D: Già da questi primi allenamenti e dalle partite dell’NBA Tour ha potuto vedere da vicino i nuovi Toronto Raptors. Che idea si è fatto della squadra di Gherardini e Colangelo?
R: Toronto è la mia scelta per fare la finale con Phoenix. Sono tre mesi davanti l'anno scorso a questo punto.
D: L’NBA sembra aver definitivamente aperto i propri orizzonti, modernizzando le proprie squadre, aprendo ai “foreigners” ed il basket straniero è visto ormai con più di un occhio di riguardo. Il bagno di umiltà ha dato buoni frutti, ed i risultati di questa nuova attitudine si sono visti anche nel Team USA di Coach K questa estate. Tira un nuovo vento per la pallacanestro negli States?
R: L'NBA ha capito il valore dello 'straniero'. Alla luce di 100 non-Americani nell'NBA e le tante sconfitte con la nazionale, hanno deciso di fare una squadra vera e vinceranno tutto in Cina.
D: Che idea si è fatto della possibile inversione di tendenza per la quale gli squadroni europei (Maccabi, CSKA, Olympiacos, Pana etc etc) potrebbero presto iniziare a rubare i giocatori alle franchigie NBA? Si tratta di fantabasket o c’è un fondo di verità?
R: Sì, come nel calcio, con i miliardari russi e arabi, è possibile una guerra economica.
D: Vede qualche allenatore europeo pronto per l’approdo nell’NBA?
R: Ettore Messina, Zelimir Obradovic, Sergio Scariolo, Pino Gershon, Dusan Ivkovic e David Blatt (USA).
D: Si sente già di poter individuare una potenziale “rivelazione” per la regular season, o addirittura di fare qualche pronostico (finaliste e campione NBA, miglior squadra della regular season, MVP)?
R: Troppo presto ma ho scritto tutto per American Super Basket, che consiglio a tutti (c’è comunque un pronostico implicito di una finale Toronto – Phoenix! n.d.r.)
D: Tutti i visitatori di bargnani.com sono ovviamente interessati alle imprese del Mago in quel di Toronto. Secondo lei quanto siamo lontani dal vedere il vero potenziale di Andrea Bargnani e cosa manca per fare di lui un giocatore importante anche per la Nazionale?
R: Senza l'assenza per l'appendicite, Bargnani sarebbe stato Rookie of the Year. Se gioca con più faccia tosta, per lui non ci sono limiti.
D: Che spiegazioni ha trovato per l’Europeo dell’Italia?
R: Manca una generazione intera, giocatori nati dal 1976 al 1982. Poi, niente play e niente pivot. Infine, aspettative troppo alte.