Si stava meglio quando si stava peggio. Dopo l'esonero di coach
Sam Mitchell, allenatore tatticamente mediocre, covavo in seno la speranza che
Toronto potesse essere scossa in qualche maniera: l'immaginarrio confine dei playoff, infatti, non era poi così lontano.Con l'arrivo di
Jay Triano, le cose hanno preso una bruttissima piega (
record 2-7) e questa notte è arrivata l'umiliante sconfitta ad
Oklahoma City per 91-83; definire i Thunder squadra materasso è fin troppo lusinghiero per la franchigia trasferitasi quest'estate da Seattle.
Di chi è colpa? Accusare Triano pare fin troppo facile: a onor del vero si sono visti progressi sotto l'aspetto difensivo, le avversarie segnano meno e tirano con percentuali peggiori. Il problema è l'attacco, poche idee e molto confuse. A questo vanno aggiunte le
tragiche percentuali di tiro della stella
Chris Bosh (
e non solo, contro i Thunder Toronto ha tirato con il 36%), colui che dovrebbe traghettare i Raptors fuori dalle sabbie mobili. Nelle ultime quattro sconfitte CB4 ha tirato con il 22/70 dal campo ed è parso, come si dice a casa mia, piuttosto
smaronato. Tra acciacchi vari (
O'Neal ha lasciato la partita per una sospetta sublussazione della spalla), cambi di allenatore, scarsa motivazione e giocatori fuori forma, Toronto arranca nelle basse leghe della Eastern Conference. Di chi è la responsabilità, dicevo. Beh, l'imputato principale a mio avviso è
Bryan Colangelo. Il poco coraggio nella gestione Sam Mitchell, esonerato con colpevole ritardo (
un anno almeno, forse due), la confusione del ruolo di
Bargnani, giocatore di talento ma che non meritava sicuramente la Prima Scelta, l'investimento su J.O. ex superstar dai mille infortuni sono solo indizi, ma come diceva mia nonna (e non solo lei),
tre indizi fanno una prova.
Per la cronaca, dopo un lento avvio i Raptors sono riusciti a ricucire nel quarto periodo uno strappo di nove lunghezze, prima che
Kevin Durant e i suoi compagni cancellassero le velleità dei canadesi. Top scorer Bosh con 22 punti (e 16 rimbalzi), si rivede Bargnani con 16 punti e brutte percentuali da tre.
Quacosa deve cambiare e probabilmente cambierà. L'unica merce di scambio appetebile potrebbe essere proprio il giocatore romano, da "
sacrificare" in una ipotetica trade.