Che
brutti questi
Knicks! Perdere contro
Minnie, la franchigia più
triste ad Ovest, fa male: ma ancora peggio è vedere la squadra di D'Antoni venire umiliata nella ripresa dalle riserve dei padroni di casa. E dire che l'inizio di New York era stato quantomeno promettete grazie alle giocate di
Duhon e
Jeffries, fino ad un rassicurante +15 già nel primo quarto. Ma qualcosa cambia con l'avvento di
Robinson in cabina di regia: si, perchè non basta essere bassi per fare il playmaker. I Knicks perdono la bussola in attacco, ed il buon Nate gioca come se fosse nel mezzo di una partitella al playground. A volte funziona (
come contro Atlanta lo scorso dicembre), più spesso invece è una scelta dannosa per le sorti della squadra (
se non ti chiami AI).
L'ex UCLA
Kevin Love (
25 punti) approfitta della confusione e si rende protagonista nel parziale dei Timberwolves che cambia il volto alla gara. Tutto questo, udite udite,
nel solo primo quarto!! L'
inerzia di una partita è qualcosa di intangibile, spesso è solo una sensazione: guardando la partita dei Knicks ho avuto quasi subito la netta sensazione di stare per assistere all'ennesima figuraccia di questa stagione.
Gallinari, partito forte nel primo quarto, si spegne lentamente e fatica a gestire i suoi falli contro i lunghi di Minnesota ma chiude comunque con la seconda doppia doppia consecutiva (
pur sparando a salve dalla distanza).
David Lee ci prova ma la sua difesa su
Love non convince granchè, e così i padroni di casa filano lisci con i panchinari ed intascano
una vittoria tanto insperata quanto inutile.
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