|
|
|
|
|
Il Roster dei Toronto Raptors 2007/2008 |
|
|
Scritto da Canigggia
|
|
Mercoledì 10 Ottobre 2007 12:10 |
Ladies and gentleman, please welcome the 2007/2008… Toronto Raptors! Ci siamo, la nuova stagione è alle porte. La settimana scorsa la squadra del nostro Andrea Bargnani si è radunata a Treviso per l’inizio del training camp agli ordini del “Coach Of The Year 2007” Sam Mitchell, per quella che si preannuncia come la stagione della conferma per la franchigia canadese, dopo il titolo della Atlantic Division dell’anno scorso. Ma quali saranno i giocatori per questa nuova cavalcata verso i playoff? Andiamo a scoprirli uno per uno, ipotizzando le gerarchie, le aspettative, i pregi e i difetti di ogni membro del roster.
QUINTETTO TITOLARE | PG - #11 T.J. Ford |
|
|---|
 | Il “Topo” è pronto a riportare scompiglio nelle difese avversarie. Si annuncia come una stagione importante per il playmaker proveniente dal Texas, che deve migliorare parecchi aspetti del suo gioco per proteggere il posto da titolare dalla continua ascesa di Calderón. La “rivalità” tra i due è la rosa con maggiori spine per Mitchell, che pare intenzionato a confermare il “suo” play per la regular season che inizierà il 31 ottobre contro Philadelphia, all’Air Canada Center. Le sue qualità sono indiscutibili (grande velocità e tiro dalla media affidabile), ma i dubbi sui suoi difetti (sofferenza in difesa a causa della ridotta stazza, “poca” capacità di ragionare in attacco) sono fondati e preoccupanti. Chissà che in questa lunga estate non si sia impegnato a studiare come leggere meglio le situazioni in attacco? Il posto da titolare gli spetta per il contratto pesante che si porta appresso, ora tocca a lui dimostrare di esserne degno e di aver imparato come innescare la batteria di tiratori della squadra, oltre all’amico di infanzia Chris Bosh. Imprevedibile. |
|
|
|---|
| SG – #18 Anthony Parker |
|
|---|
 | Dopo la favolosa stagione dell’anno scorso, ogni tifoso dei Raptors da questa o quella parte dell’Atlantico ha capito che Parker è l’uomo dal quale non si può prescindere, per l’apporto che sa dare su entrambi i lati del campo. Infatti sa essere devastante nella metà campo offensiva grazie al grande tiro dalla distanza e le ottime qualità atletiche, ma è ancora più determinante dietro, dove ha il compito di marcare l’esterno avversario più pericoloso e può dare una grossa mano grazie il suo “fiuto” per i rimbalzi (5.30 di media lo scorso campionato). Unico difetto: i 32 anni potrebbero iniziare a farsi sentire, dopo le ultime stagioni ad alto livello sia in Europa che negli States. La panchina sembra comunque poter dare discrete garanzie in fatto di back-up. Imprescindibile.
|
|
|
|---|
| SF – #24 Jason Kapono |
|
|---|
 | Il colpo dell’estate della squadra di Toronto si è concretizzato nel sorriso del miglior tiratore da tre della passata regular season (51,4%), che si porta a casa un contratto da 24 milioni di dollari per 4 stagioni e la possibilità di viaggiare in doppia cifra di media, punendo i raddoppi sulla coppia Bosh&Bargnani e il penetra-e-scarica di TJ con la mano delicata che Madre Natura (e molto allenamento) gli hanno donato. E’ chiaramente uno specialista del tiro ed sarà in campo solo per quello, visto che può aggiungere solo una appena sufficiente presenza a rimbalzo; i dubbi su di lui riguardano soprattutto la tenuta difensiva (carente anzichenò…) e la costanza mentale, difetti che lo hanno tenuto lontano dal campo negli scorsi playoff con Miami (meno di 20 minuti d’impiego, a dispetto dei 26.3 della regular season). Si gioca lo spot da titolare con Jorge Garbajosa, ma Mitchell sembra intenzionato a dar subito fiducia al prodotto di UCLA. Cecchino. |
|
|
|---|
| PF – #4 Chris Bosh |
|
|---|
 | Semplicemente l’uomo franchigia. All-Star nella passata stagione, CB4 è riuscito, ovviamente con l’aiuto dei suoi compagni, nell’impresa di portare i Raptors nell’elite della Eastern Conference, dopo anni di vacche magre e delusioni a ripetizione (mentre i compagni del Draft 2003 vincevano titoli e premi personali a iosa). La stagione scorsa è il punto di partenza per un giocatore che può e deve migliorare nella lettura del gioco in post (troppo spesso tende ad accontentarsi del tiro in allontanamento) e nella leadership, sulla quale siamo comunque già a buon punto (ricordiamo tutti la strigliata fatta al Mago dopo un rimbalzo fattosi scappare). Le potenzialità per diventare dominante nella Eastern nello spot di 4 ci sono tutte (primo passo bruciante, capacità di finire nel traffico e un raggio di tiro che si estende senza problemi fino ai 6 metri, oltre ad essere una presenza importante a rimbalzo), sta a lui confermare che la partenza in quintetto nell’ All Star Game di Las Vegas non è e non sarà un caso isolato. Maturo.
|
|
|
|---|
| C – #7 Andrea Bargnani |
|
|---|
 | La novità più interessante del quintetto 2007/2008 è, almeno dal nostro punto di vista, l’inserimento del Mago come lungo al fianco di Bosh. Sarà un centro “atipico”, come va di moda nella NBA moderna, perché rinunciare al suo tiro da tre sarebbe un suicidio tecnico assoluto. C’è un estremo bisogno di uno “step up” fisico e tecnico, poiché sarà spesso costretto a marcare giocatori più possenti ed navigati di lui, ma la possibilità di costringerli ad uscire dall’area per punirli in palleggio-arresto-tiro è troppo ghiotta per non essere sfruttata. I movimenti dal post basso, come testimoniato dagli ultimi Europei, sono ad un punto ancora insufficiente per rappresentare un arma affidabile, e non è pensabile che si continui a vivere per sempre sul pick’n’pop (che è facilmente contenibile dagli avversari con un semplice cambio difensivo, visto che Andrea non punisce il mismatch in post contro l’esterno…). Nella metà campo difensiva, siamo a buon punto nella uomo-contro-uomo faccia a faccia grazie alla buona rapidità di piedi, ma i margini di miglioramento nel resto (difesa in post basso, difesa in aiuto e soprattutto rimbalzi) sono ampissimi e assolutamente da colmare. Il nostro sophomore preferito avrà un bel da fare durante quest’anno, ma siamo certi che la delusione europea lo spingerà a riscattarsi, regalandoci un’altra grande stagione sulla scia della prima. Atteso. |
|
|
|---|
PANCHINA | PG – #8 José Calderón |
|
|---|
 | Campione del mondo in carica e vice-campione europeo, Josè è con ogni probabilità il miglior playmaker di riserva dell’intera NBA. L’anno scorso il play spagnolo era utilizzato per innescare il quintetto “europeo” tra secondo e terzo quarto, mentre nei momenti caldi del 4° quarto era puntualmente costretto a lasciare spazio allo a T.J. Ford (chiedere a Mitchell per spiegazioni). Ora, forte di un Europeo di alto livello nonostante la delusione per la sconfitta in finale, ha tutte le carte in regola per mettere seriamente in difficoltà il coach nella scelta del play titolare negli ultimi 5 minuti. Penetrazioni, buon tiro da distanza NBA, intelligenza cestistica e conoscenza dei compagni: se si punta sul quintetto europeo, Josè è l’uomo giusto per questa squadra. Lusso. |
|
|
|---|
| SF/PF - #15 Jorge Garbajosa |
|
|---|
 | Boston, 27 Marzo 2007. Nel tentativo di stoppare Al Jefferson, Garba cade male e si infortuna molto gravemente alla caviglia. Fine della prima stagione negli States, addio playoff NBA, e le prospettive di partecipare agli europei di casa sono tutt’altro che rosee. A sei mesi di distanza, Garba non solo è abile e arruolato per il training camp, ma ha anche dimostrato di aver recuperato dall’infortunio partecipando alla cavalcata spagnola fino alla finale di qualche settimana fa, firmando in alcuni casi canestri di importanza capitale per le “Furie Rosse”. Il discorso per il minutaggio è lo stesso del connazionale Calderon, il problema però sta a monte: lo spot di 3 si adatta male alle caratteristiche fisiche e tecniche di Garba, che è chiaramente un 4. Spesso si ritrova in difficoltà contro ali piccole atletiche e veloci, alle quali può opporsi solo grazie alla sua grande esperienza, ma da questo punto di vista l’anno scorso Mitchell sembrava non sentirci, quindi lo spazio per Garba si prospetta solo come alternativa di lusso a Kapono. Il contributo di Jorge sarà ovviamente di alto livello, e la sua presenza nei playoff potrebbe essere l’aggiunta decisiva per superare almeno il primo turno. Sicurezza.
|
|
|
|---|
| SG/SF - #20 Carlos Delfino |
|
|---|
 | Le garanzie tecnico-fisiche delle quali abbiamo parlato con Parker sono date dalla versatilità, dall’atletismo e dalla voglia di rivincita dell’argentino Carlos Delfino, che dopo tre stagioni non esaltanti coi Detroit Pistons ha bisogno di rilanciare la sua carriera americana. Arrivato per due seconde scelte, l’ex fortitudino può essere l’uomo di energia dalla panchina, in grado di cambiare con la sua buona difesa e le sue giocate l’inerzia della partita. Si aspettano miglioramenti significativi come tiratore (33.3% da tre nell’ultima regular season), visto che potrà avere parecchi tiri comodi dall’arco, e una mano a rimbalzo quando darà il cambio a Parker. Potenzialmente, una mossa di mercato di altissimo livello da parte della premiata coppia Colangelo&Gherardini, visto il limitato esborso per portarlo a Toronto. Rilancio. |
|
|
|---|
| C - #12 Rasho Nesterovic |
|
|---|
 | Centro titolare l’anno scorso, il suo ruolo quest’anno sarà quello di entrare a marcare il lungo avversario più forte in post basso e catturare rimbalzi. Le primavere iniziano a farsi sentire sul corpaccione dello sloveno, apparso comunque in buone condizioni con la nazionale ad Eurobasket2007, ma il minutaggio con può superare i 10-15 minuti ad allacciata di scarpe, dati i limiti offensivi dell’ex Minnesota e Spurs. L’esperienza non gli manca (decima stagione in NBA per lui) e sicuramente potrà contribuire allo sviluppo tecnico di Andrea, per quello che concerne il gioco in post su entrambi i lati del campo. Esperienza. |
|
|
|---|
| SF - #14 Joey Graham |
|
|---|
 | Dal Vangelo secondo l’Avvocato Buffa: “Un giocatore da scatola di cioccolatini: una partita buona, poi una fantasmata, dnp (non entrato in campo), fantasmata, buona, buona, fantasmata, dnp, fantasmata ecc…”. Si può riassumere così il buon Joey, che era riuscito a conquistarsi un posto da titolare l’anno scorso dopo l’infortunio di Garbajosa, ma che non è riuscito a ripagare la fiducia disputando dei playoff deludenti. E’ capace di giocate sopra il ferro sbalorditive, e, se riuscisse ad aggiungere un’affidabile tiro dalla distanza, potrebbe ritagliarsi un posto fisso almeno come 10° della rotazione, per entrare e girare l’inerzia della partita con una schiacciata o una “bomba”. Per ora, parte come terza scelta nello spot di ala piccola. Incostanza.
|
|
|
|---|
| PF/C – #43 Kris Humphries |
|
|---|
| Il giocatore utilità della squadra: blocca, prende rimbalzi, aiuta dietro e si fa trovare pronto quando serve, come durante l’anno scorso dopo l’infortunio di Bargnani. La “spazzatura della partita” è il suo habitat, ma il suo contributo sarà limitato alla regular season, poiché durante i playoff, dove i giochi si fanno più duri, non può rimanere in campo a causa della tecnica scarseggiante nella metà campo offensiva, che permette dei raddoppi sistematici agli avversari. Utile. |
|
|
|---|
| PF – #9 Maceo Baston |
|
|---|
 | L’ex Maccabi Tel Aviv si ritrova con il suo compagno di merende Parker, dopo un anno di lontananza l’uno dall’altro. Atletismo, energia e rimbalzi: questo è quello che ci si aspetta da Maceo, firmato quest’estate dopo che gli Indiana Pacers hanno deciso di non pareggiare l’offerta dei Raptors. La mossa ha chiaramente sotto lo zampino di Gherardini, che si ricorda i voli pindarici sopra il ferro delle annate in Eurolega del #9 e ha consigliato il nome al GM Colangelo. Una scommessa: vediamo se la dirigenza riuscirà a vincere anche questa. Energia. |
|
|
|---|
| SG – #3 Juan Dixon |
|
|---|
 | Arrivato in cambio di Fred Jones, dopo le prime partite sembrava potesse diventare un tassello importante nel backcourt biancorosso. Purtroppo i limiti tecnici e fisici (è sostanzialmente una guardia nel corpo di un playmaker) ne condizionano e ne hanno condizionato il minutaggio, può essere una mossa a sorpresa quando l’attacco ha bisogno di gente con punti nelle mani, visto che il tiro è il piatto forte della casa. Microwave player. |
|
|
|---|
| SG - #6 Luke Jackson |
|
|---|
| Oggetto misterioso: si dice sia un grande tiratore e le percentuali tenute l’anno scorso in NBDL sembrano confermarlo, in realtà coi Raptors ha avuto spazio solo nelle ultime inutili gare di regular season. Nella partita contro Boston ha avuto alcuni minuti a disposizione, senza però far stropicciare gli occhi. Speriamo dimostri in futuro di meritare il posto in squadra: Specialista. |
|
|
|---|
| SG/SF – #33 Jamario Moon |
|
|---|
 | Baffetto anni ‘60 da adolescente, si è visto in campo per la prima volta nella due giorni romana e ha fatto di tutto per mostrare all’allenatore, alla squadra e anche a sé stesso che può occupare il dodicesimo posto della rotazione. Atletismo interessante, tecnicamente non validissimo ma con una buona meccanica di tiro, se mette sempre l’energia e la voglia dell’ultimo quarto contro i Celtics potrebbe anche portare a casa il contratto che cerca disperatamente per cambiare la propria vita. Speranza. |
|
|
|---|
|  | | Sam Mitchell: allenatore Raptors | | {mosloadposition user95} |  | | Brian Colangelo: General Manager Raptors | | {mosloadposition user95} |  | | Maurizio Gherardini: Vice-GM Raptors | | {mosloadposition user95} |  | | Chuck Swirsky: storico telecronista! | | |
|
| Obiettivi minimi per la stagione che si appresta a incominciare? Proviamo a metterne giù alcuni: - confermare la regular season dell’anno scorso, magari conquistando di nuovo il titolo dell’Atlantic Division;
- superare il tetto delle 50 vittorie;
- raggiungere i playoff, possibilmente conservando il fattore campo, visto che l’ACC è stato un punto di forza non indifferente l’anno scorso;
- superare il primo turno di playoff.
Quello che viene in più è tanto di guadagnato, soprattutto visto che l’est si preannuncia molto più competitivo dell’anno scorso, con Cleveland, Detroit, Chicago, Miami e Boston pronte all’assalto verso le Finals del giugno 2008. Le premesse per una grande stagione ci sono tutte, ora tocca ai ragazzi, sperando che Andrea Bargnani continui la sua crescita, sulla strada verso le Finals NBA. Let’s go Raps! |
|
|
|
|
|
|
|